Per gli ultimi 8 anni della mia vita ho vissuto con un gorilla invisibile appollaiato sulla mia spalla destra che per 16-18 ore al giorno mi urlava dentro l’orecchio: “FLUSSOCOLOREFLUSSOCOLORE”.

I catastrofici effetti della mancanza di flusso colore applicati ai gorilla. Il mio nome è mai più.
Flusso Colore. Amico Flusso colore. In breve si tratta di assicurarsi che se fotografi qualcosa il risultato (stampa o file digitale) sia il più fedele possibile all’originale. Suona come una cosa importante, in pratica lo sarebbe pure. Perché fino ad oggi ho ignorato il gorilla? 8000€ di ragioni.
Quando si tratta di flusso colore comprare un po alla volta non ha senso: una volta che cominci devi calibrare la macchina fotografica in base a luce, lente e ISO, utilizzare un monitor di altissima qualità, calibrarlo con apparecchiatura di livello altrettanto alto. Comprare solo un monitor non serve una mazza, e solo quello all’epoca costava 4000 sacchi. No bene.
Prima di Natale esco per una birra con Marco, il collega di Milano. Generalmente non spenderei tempo
libero con gente di Milano ma in realtà è Bassanese e lì ci lavora solo, quindi va bene. L’uomo in questione insegna alla Kaverdash e mi dice che recentemente han acquistato una marea di monitor Asus.
Io commento: “Minchia di crisi”. Conosco Asus per le schede madri e per pc portatili inizialmente di pessima qualità (ora invece son una bomba apparentemente) ma il fatto che produca anche schermi mi lascia perplesso. Cioè, come se la Barilla si mettesse a produrre trapani. Marco mi insulta e sostiene che il prodotto sia valido ed ad 1/5 del prezzo delle marche più conosciute.
Mi informo. Internet sembra dargli ragione. Verifico anche gli apparati di calibrazione. I prezzi son bassi, molto bassi. Il gorilla sta per esplodere: acquisto via Amazon.
Mercoledì mattina suona il campanello, il corriere mi guarda e dice: “È arrivato il miniappartamento che hai ordinato”. Lo vedo tirar fuori dal furgone la scatola e mi chiedo se dovrò tirar giù pareti per portarlo in ufficio. Apro il pacco ed estraggo il monitor che trovo orientato in verticale. Lo appoggio sul tavolo e il mio primo pensiero è il monolito Tycho di 2001 Odissea nello spazio. 27 pollici di piacere. 27 pollici. Ti servono 54 persone per fare 27 pollici. No, 13,5. L’emozione mi confonde.
Nella scatola trovo cavi, le istruzioni per iscriversi al VIP club Asus (perché io valgo) e due fogli di cartoncino sigillati in una busta a parte. Stampati sui fogli: grafici. Misurazioni effettuate su quello che ora è il mio monitor per attestarne la precisione. Sono addirittura indicati gli strumenti utilizzati per la misurazione. Bagno un po i pantaloni.
Il valore Δ medio dichiarato è inferiore a 2. Cosa vuol dire in breve: prendendo i valori Lab di un colore noto, proiettandolo a monitor e misurandone i valori effettivi si calcolerà il Δ con la radice quadrata della
somma del quadrato delle differenze dei singoli valori canale. Non so neanch’io cosa minchia ho appena scritto.
L’unica cosa che so è che adesso se fotografo rosso vedo rosso e se il tipografo mi stampa verde lo posso chiamare e riempire di mmmmmetallo. Ma sopratutto il gorilla mi lascia dormire. Piacere. Puro piacere.

