Mi sono sempre chiesto come fanno a fotografare la Gioconda per poi fare i poster. Magari viene giù l’Enterprise un paio di settimane, magari ingaggiano un Coreano con l’I-Phone, non lo so.
So come lo farei io: studio bello grande, macchina in bolla su cavalletto, quadro perfettamente verticale, luce morbida su ambo i lati, esposimetro esterno per verificare l’omogeneità dell’esposizione e tanti tanti soldi.
Quindi quando PAT mi ha contattato per realizzare il catalogo delle sue ultime opere mi ha trovato pronto. E per chi non lo sapesse anche lui è esposto al Louvre e sarà presente all’expo Milano 2015. Leonardo no.
Unico problema: le foto gli servon per domani e i quadri non si possono spostare dal suo atelier. Dove il termine atelier in questo caso descrive una stanza 4mx4m con una colonna al centro, finestre che non possono essere oscurate e talmente tanta roba che una volta aggiunte le opere muoversi diventa praticamente impossibile.
Fisso la macchina al cavalletto e sistemo due flash piccoli a 1/8 della potenza puntati al muro più o meno bianco dietro di me. Misuro l’esposizione e la trovo uniforme al 1/10 di stop su tutta la superficie. Figata.
L’unico problema è che nel momento in cui vado a scattare succede questo:
Mezzo dorato e mezzo no. L’opera è lucida e la luce, per quanto omogenea, la colpisce con angoli diversi creando riflessi da una parte e opacità dall’altra. Servono flash grandi posizionati a qualche metro dall’opera ed un po di tempo. Ovviamente non ho acceso a nessuna delle 2 cose. Anzi, son pure in ritardo.
Decido allora di ricorrere a qualche compromesso e cambio completamene la disposizione delle luci.
Sacrifico parte dell’omogeneità dell’esposizione a favore di una sorgente di luce più “direzionale” (ottenuta puntando i flash sulla parete alla mia sinistra ad una distanza maggiore) e inclinando leggermente il punto di ripresa. Misurando noto una differenza di 1/3 di stop da un lato all’altro dell’opera, decido che tutto sommato non è malissimo e procedo allo scatto.
Non male come inizio, non male. Aggiungo 2 filtri di correzione lineari per l’esposizione, compenso la distorsione prospettica direttamente in Lightroom e le cose migliorano ulteriormente. Tenendo lo stesso schema e non muovendo il cavalletto cambiando le opere posso applicare automaticamente le stesse correzioni man mano che scatto ed importo le foto, risparmiando quintalate di tempo. Risultato finale?
La luce laterale oltretutto da risalto al rilievo dell’opera. Non male per una mezza mattinata di lavoro.

