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Il mio approccio

Ho un modo di fare le cose un po particolare ma grazie a Dio posso dire che è funzionale.

Non so disegnare. Ricalcare sì, pure bene, ma non mettermi in mano una matita per poi dirmi di farti uno schizzo dello scatto che ho in testa. Cioè, lo faccio se sono da solo e al buio, ma meglio se nessuno lo vede e lo sa.

Non è un problema di coordinazione mano-occhio il mio, son semplicemente impedito. La cosa curiosa è che per i primi 3 anni di superiori avevo una media di 8 e 1/2 in disegno. Poi in quarta abbiam cominciato a fare disegno a mano libera e la media si è spostata sugli 8/2. In compenso ero bravo con le frazioni.

In breve: come la maggior parte dei maschi più maschi viaggio e penso in linea retta. La buona notizia è che così fa anche la luce. Le leggi fisiche dietro questo comportamento mi hanno sempre affascinato, cerco di usarle ogni volta che posso quando spiego uno schema luminoso o i principi ottici delle macchine fotografiche. In qualche modo mi fanno capire meglio quello che faccio, e sembra funzionare anche per quelli a cui spiego.

La luce è una creatura affascinante, pur essendo in grado di rimbalzare solo in linee rette può arrampicarsi dietro ad oggetti, prendere forme e colori diversi. Addirittura consistenze e temperature, può simulare o rappresentare stati d’animo, diversi momenti del giorno o della notte, corpi celesti, pensieri profondi, trasportarti sulla vetta del monte bianco al chiaro di una luna ottanio e subito dopo tra i riflessi verdi in labirinti di corallo sotto l’oceano (di chi era quella canzone???? Se rispondi ti faccio lo sconto).

Ci sono state fasi della mia vita nelle quali ero decisamente più interessato alla luce che alle persone sulle quali rimbalzava. Sopratutto il Lunedì mattina o quando mi metto in fila alla posta. Oggi come oggi siamo 50 e 50, quindi se mi vuoi ingaggiare per un ritratto o matrimonio ti conviene sbrigarti perché non so quanto dura sta fase.

Adoro sperimentare strani angoli di ripresa, utilizzare la luce in modo non convenzionale, fare tutto quello che a scuola mi han classificato come una cattiva idea. Non tanto perché abbia il gene del Bastian Contrario, ma sopratutto perché non credo ci sia nulla di assolutamente giusto o sbagliato in fotografia, solo cose più o meno appropriate. Come ogni linguaggio ha il suo vocabolario con i suoi registri, come ogni linguaggio i suoi toni e velocità. A situazioni diverse si adattano soluzioni diverse.

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Posted on

29 Novembre 2014