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Essere fotogenici

Guardiamo in faccia alla realtà: riuscire bene in foto è un gene recessivo. Visto che ci siamo chiariamo anche che fare schifo in una foto non vuol dire necessariamente fare schifo nella vita. E anche se fosse riuscirei comunque a vendere la foto a tua madre, quindi tutto è molto relativo.

Poche, di fatto, sono le persone che vengono bene a prescindere da come si mettano.  E quelle persone solitamente prendono vagonate di soldi. Un po’ di più sono invece le persone che sanno come posare dando rilievo ai loro lati migliori. La maggior parte dei comuni mortali si rifugia in una gamma di espressioni che rivelano il peggio del peggio del peggio, ad esempio il protendere le labbra chiuse verso l’infinito ed oltre (la duckface) o schiacciare il mento sul collo (la turtle-with-doppioment-face?).

A quest’ultima categoria di persone voglio solamente dire: se vi becco per strada vi schiaffeggio, ma datemi soldi e vi vorrò bene come se foste normali.

La maggior parte dei miei soggetti non sono modelli professionisti. Quelli li riservo per lavori di una certa natura. Quando costruisco un ritratto preferisco avere una persona ordinaria davanti, scostandomi più o meno molto dagli standard di bellezza canonica cerco di crearne di nuovi che meglio si adattano a me e al soggetto. Non metto in posa. Non perché non lo sappia fare ma perché non ha senso: nel momento in cui ti ho posizionato le gambe e passo alle mani mi muovi i piedi e si deve partire da capo. Non funziona.

L’approccio che uso in realtà è semplice: esploro le caratteristiche della persona, scelgo il giusto obiettivo, scelgo la luce, la palette di colori. Infine piuttosto che lavorare sulla posa cerco di creare le condizioni ideali per fare in modo che affiorino i naturali gesti del soggetto. Inculcare una posizione che uno non assumerebbe mai nella vita di tutti i giorni certamente non aiuta a riconoscersi nella foto. Il processo è bidirezionale, io non creo, arrangio gli elementi che il soggetto mi propone. Non aspiro all’arte ma ad un solido artigianato.

A volte le cose succedono da sole, e quelli sono momenti benedetti. A volte lo scatto di prova è quello che si rivela eccezionale, a volte ci vogliono ore e tante, ma tante parolacce. La fotografia ha più volte preteso nella storia di farsi passare come una scienza esatta. Guardiamoci nelle palle degli occhi: non lo è mai stata.

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Posted on

29 Novembre 2014